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E tutto quel che per me si possiede,
Ch' i' voglio andar sempre peregrinando
E dimandar per Dio grazia e merzede,
E tu verrai a' poveri donando
Questo ch' i' lasso in grande amore e fede.
Dammi licenzia, come gli è ragione,
E nella fin la tua benedizione.

El Vescovo risponde a Teofilo:

Assai mi duole il tuo commesso errore
Che ti lassasti al nimico ingannare:
E or che tu hai pianto el tuo dolore
E di' che gli è pietoso al perdonare,
Laudo e ringrazio Dio a tutte l' ore:
Or di' che vuoi nel deserto abitare
Per farti con Jesù vie più perfetto;
Va'dove vuoi, che tu sia benedetto.

Currado abbraccia Teofilo e dice:

Di quelli errori ch' i' ho teco commessi
Per mio difetto o per la mia ignoranza,
Che'l Signor sa, conosce, e vede espressi,
Ti chieggo umile e grande perdonanza.
Dè fa', per tua pietà, che sien dimessi,
Come teco ho la fede e la speranza.

Risponde Teofilo a Currado:

Come io perdono, ti perdoni Dio,
E cosi tu perdona al fallir mio.

Teofilo si spoglia e veste romito per andare al diserto, e mentre che fa le sopradette cose dice:

0 vanagloria, stimol de' mortali,
Cupidigia d' onor, gloria d'inferno,
0 danar falsi, e capo a tutti e' mali,
0 pompa de' viventi, o van governo,
Le signorie, gli stati de' reali
Son proprio strade aperte al fuoco eterno:
Chi più ne cerca o tiene sanza freno
Quello è colui che nella fin n' à meno.

Chi vuol trionfo, gloria e ver desio
Renunzi e fugga il mondo traditore,
Et ami e tema e segua sempre Dio,
Fermando in lui la gloria, el senso e 'l core ,
Qual è benigno, grato, umano e pio
E sempre mai perdona al peccatore.
Fermate in Dio, com' ò fatt' io, la speme,
E salverete il corpo e l' alma insieme.

Ora va al diserto, e Belzebù dice:

Oltre qua, Malatacca e Farfarello,
Poi che Teofll l' anima ha salvato,
Io vo' che noi andiamo a Manovello
Che fu cagione che lui m' à giuntato:
E ciascun porti seco un bastoncello,
Ch' io intendo che sia forte bastonato;
Portianlo vivo, pel suo mal governo,
Col corpo e l' alma a star nel fuoco eterno.

Malatacca dice a Belzebù:

Quanto per me, ancor noi toccherei
Chè gli è cagion far far molti peccati,
Anzi più tosto lo minaccerei,
E so che noi saremo ristorati.

Belzebù dice a Malatacca:

Se si pentisse, io me lo perderei

E sare' al fin de' mia guadagni usati;

Una pera matura sempre casca;

Meglio è passera in man che tordo in frasca.

E' diavoli vanno a Mannello, e Belzebù dice:
O Manovel protervo e scellerato,

Tu porterai la pena pel cristiano.
Manovello risponde:

Se tu vuo'perdonarmi el mio peccato,

Io ti ristorerò con la mia mano. Belzebù lo fa bastonare e dice:

Su presto, fate che sia bastonato;

Pigliatel qui, ch'i'vo'che nel portiàno

Vivo all' inferno a stare al mio comando. Mentre che Manovello è portato allo inferno, dice:

O Belzebù, io mi ti raccomando.

Entrati e'diavoli nello inferno con Vebreo, uno Angiolo
licenzia: 0 popol degno, egregio, alto e saputo,
Che sei venuto qui per farci onore,
E ài il miracol di Jesù veduto

Come perdona sempre al peccatore,
Quando e' ritorna a far el suo dovuto
Sempre l'accetta in sua grazia et amore
Idio vi salvi, e guardi da' peccati;
E ringraziànvi, e siate licenziati.

FINE DEL VOLUME SECONDO.

Rappresentazione di Sant'Ignazio Pag- 1

» di Sant'Antonio - - - 33

» di San Panunzio, di Feo Belcari 65

a di Santa Barbara 71

» di San Grisante e Daria 93

» di Santa Margherita 123

» di Barlaam e Josafat, di Bernardo Pulci. U1
» di Costantino imperatore, San Silvestro

papa e Sant'Elena 487

» di San Giovanni e Paulo, del Magn. Lo-
renzo de' Medici 235

» di Santa Eufrasia, di Uesser Castellano Ca-
stellani 269

a di Santa Teodora 323

» dei Sette dormienti 348

» di Sant'Onofrio, di Messer Castellano Ca-
stellani 381

» di Sant' Orsola, di Messer Castellano Ca-
stellani 409

» di Teofllo 445

Vol. II.

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