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Dioscoro torna, e dice a santa Barbara:

La ben trovata sia; porgi tua destra. Santa Barbara risponde porgendo la mano:

Si ben, voi siate, padre, il ben tornato. Risponde Dioscoro:

Di gentilezza tu mi par maestra. Santa Barbara risponde:

Tanto dimostro quanto io ho imparato. Dioscoro alza gli occhi alla torre e dice:

Chi ha qua fatto una terza fenestra,

Che di due sole io avevo ordinato? Santa Barbara risponde:

Sono stata io per mia consolazione,

Di che ve ne dirò or la cagione.
Per tre fenestre mi si rappresenta

Tre persone divine in una essenzia:

In quelle contemplar resto contenta,

Seguendo la cristiana sapienzia. Risponde Dioscoro:

Che mi di' tu? fa' che più non ti senta

Dir tal parole piene di demenzia. Santa Barbara risponde:

In questa fede son constante e forte. Dioscoro alza la spada e dice:

Aspetta, or di mia man ti do la morte. Santa Barbara si fugge e nascondesi, e Dioscoro dice a' servi: Portatela per forza a me di peso

Con onta e vilipendio e con dispetto,

Sendo da lei cosi vilmente offeso

Condur la voglio in persona al prefetto. E' servi vanno per pigliarla, e lei viene incontro al padre e dice:

El cor mi s' è d' amor divino acceso
Qual ha spento il timor drento al mio petto;
Non fuggo più, ma vengo volentieri.
Risponde Dioscoro:

Andiamo, entra qua in mezzo a' mia scudieri.

Giunti dinanzi al prefetto, Dioscoro dice:

Signor prefetto, per servar giustizia,
Condotto ho la mia figlia qua presente;
Contro alli Dei ha fatto inimicizia

VoL. il. «

E Cristo segue molto stoltamente.
Trargli di testa intendo tal malizia
Per via di te, rettor giusto e potente;
Nella tua potestà quella rimetto,
Chè la punisca d' ogni suo difetto.

Risponde il prefetto, detto Marziano:

Poi ch' i' son deputato qua rettore
A punir con giustizia ognun che erra,
Serverò giustamente el mio rigore
Sopra di que' che sono in questa terra;
Così commesso m' ha lo imperadore,
Contro a' cristian ch' i' facci un' aspra guerra.
Entra in palazzo, amico, e sta' da parte
Ch' io gli vo' prima usare astuzia e arte.

Dioseoro sta da parte, e il Prefetto dice:

Barbara, nobil, speciosa e grata,
Sopra d'ogni altra femina gentile,
Come è possibil che ti sia inclinata
Alla setta cristiana tanto vile?
Io vo' che al mio figliuol tu sia sposata,
Quale è potente e ricco e uom virile,
E rendi onore a' nostri veri Dei,
Chè altrimenti in gran pericol sei.

Risponde santa Barbara:

Ogni promessa tua è falsa e vana,
E la pompa del mondo è men ch' un zero:
A Cristo dedicata son cristiana,
E solo adoro lo Dio santo e vero;
Immonda e vile è la setta pagana,
E seguir quella è danno e vitupero;
Que' che tu di' veri Dei immortali
Non sono Dei, ma diavoli infernali, «àk a

Risponde il Prefetto: nar, '1

Contro te el mio furor tanto hai commosso,
Spregiando e'nostri Dei, come vil servi,
Ch' io vo' che crudelmente sia percosso
El corpo tuo, con duri e forti nervi,
E fragellato sia tutto il tuo dosso,
Per rimutare e'tuo pensier protervi.

Voltasi a' ministri e segue:

Su, percotete sue spalle e sue rene,
Tanto che gli esca el sangue delle vene.

Mentre che gli scuopron le spalle e che la battono, santa
Barbara dice:

Non temo tue percosse e battiture
Quale usi inverso me, crudel tiranno;
Al senso benchè quelle mi sien dure,
In ciel maggior corona mi daranno:
Ma tu andrai nelle tenebre oscure
Dove per sempre n' arai pena' e danno:
El sangue che per Cristo in terra verso,
Chiama vendetta a Dio de l' universo.

El Prefetto dice:

Nel tuo mordace dir sei molto ardita,
Né par che tema mia potente mano;
Si crudelmente fie da me punita
Che solo udir mio nome Marziano
Farà spavento a tua miseca vita,
E ad ogni altro perfido cristiano.
Ma prima alquanto tu starai in prigione,
Sol per farti mutar d' opinione.

E' ministri la mettono in prigione, e Lei orando dice:
Signor Iesù, che fusti flagellato
Alla colonna senza alcun riposo,
E dal capo alla pianta ancor piagato,
Sparso il tuo sangue degno e prezioso,
Riguarda il corpo mio ch' è vulnerato
Per te, dolce Iesù, caro mio sposo,
E porgimi, Signor, tuo buon conforti
Per quel verace amor che tu mi porti.

Appare Cristo con lume alla prigione e dice:

Eccomi qui presente a te venuto;
Io son lo sposo tuo diletto e caro.
Col mio dolce parlar io ti saluto,
E vengo alle tue pene dar riparo.
Io sono e sarò sempre in tuo aiuto,
E muterò in dolcezza el pianto amaro;
Sopra di te espando la mia mano,
E rendo el corpo tuo intero e sano.

Cristo si parte, e santa Barbara sanata dice:

A te rendo, Signor, onore e laude
Poi che sanato m' hai d ogni ferita:
In te solo el mio core è lieto e gaude,
E a patir per te l'amor m'invita.
Fammi campar da ogni astuzia e fraudo,
Acciò che sempre teco stia unita.
Quando conforme sono al tuo volere,
Nessun contra di me può prevalere.

El Prefetto dice al cavaliere:

Co^tuo compagni alla prigione andrai,
Costante, cavalier prudente e saggio;
Barbara a mia presenzia condurrai,
. E nel venir non gli farai oltraggio.
Risponde il Cavaliere:

Tanto farò quanto commesso m'hai,
E qua la condurrò con suo vantaggio.

El Cavaliere va alla prigione e dice:

Esci qua di prigion, vieni al prefetto,
E' vuol che ti presenti al suo conspetto.

Quando è giunta, el Prefetto dice:

Ài tu ancor pensato rimutarti
Di tuo parer, e far la voglia mia?
Se '1 fai, da morte io penso di camparti
E usar verso te gran cortesia.
Io volevo in persona visitarti,
Ma non conviene alla mia signoria.

Risponde Santa Barbara:

Maggior Signor di te m'ha visitata,
Dal qual son d'ogni piaga mia sanala.

Dice il Prefetto:

Tu vedi che li Dei ti son proprizii,
Chè visitando t'hanno fatta sana;
Da quei repùta questi benefizii,
Acciò che lassi la fede cristiana.

Risponde Santa Barbara:

E tu e lor son pien di malefizii,
E la lor setta sempre fu profana;
E' m' ha sanato sol Cristo mio sposo,
Nel quale è tutto posto el mio riposo.

El Prefetto dice:

Tu segui l' arte di negromanzia,
Le pene reputando esser niente;

Io ti vo' trar del capo la pazzia,
E dimostrarti quanto io son potente.

Voltasi a' ministri e segue:

Fate con braccia nude quella stia
E il fuoco gli darete in fiamma ardente;
Dipoi prendete in mano un buon martello
E di testa trarretegli il cervello.

Nudate le braccia, gli accostano falcole accese, e Quella dice:
Iesù mio dolce, dammi refrigerio
Contra le fiamme ardente alle mie braccia;
Adempì del mio core el desiderio,
E mitigar mie pene ormai ti piaccia.
Signor, con tuo potente e magno imperio
Delle mie membra el nocumento scaccia.

Darinogli col martello in sulla testa, e Quella segue dicendo:
Difendi da tal colpo la mia testa,
Che non sia dal martello infranta e pesta.

Non la ardendo el fuoco e non gli facendo nocumento il martello, dice il Prefetto:

Tagliategli dal petto le mammelle
In mia presenzia, con la acuta spada;
Non sia levata sol di fuor la pelle,
Ma dentro infino al cuor la piaga vada;
Forse che queste pene saran quelle
Che la faran redurre a retta strada.

Santa Barbara dive:

Se le mammelle mi fai trar del petto,
El mio dolor si muterà in diletto.

El ministro gli taglia le poppe, e Lei dice orando:
Iesù Iesù Iesù, Signore, aiuto,
Iesù, soccorso porgi al mio dolore,
Iesù, fa' dolce questo ferro acuto,
Iesù, reggi e sostien drento il mio core,
Iesù, mantiemmi el don ch' ho ricevuto,
Iesù, fammi perfetta nel tuo amore;
El nome tuo, Iesù, mi dà conforto,
E spero condurrà mia barca a porto.

Dice il Padre di Santa Barbara:

Può esser che tu sia tanto ostinata, Proterva e cieca e dura di cervice? Voltasi verso el prefetto, e segue:

Io vo' che di mia man sia morte data

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