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El cibo è cotto e 'l pranzo è preparato ,
La mensa ornata è di candida rensa.
In volto mi parete assai turbato:
Onde procede?

DiOSCORO dice: Figlia, ad altro or pensa.

Andiam prima a mangiar, chè passa l' ora;
Dipo' il saprai, 'nanzi ch' i' vadi fuora.

Pongonsi a mensa, e Dioscoro dice:

Per mitigar l'angustia di mia mente
Mentre ch' i' mangio udir vo' suoni e canti,
Perchè se molto stessi el cor dolente
Sare' presto destrutto in lutti e pianti.
Quando l' orecchio suoni e canti sente
Ministra refrigerio al cor davanti:
Dilettasi l'umana fantasia
Di musica con dolce melodia.

Mangiano, mentre si canta e suona; dipoi dice Dioscoro
Barbara: Diletta figlia, poi che 'l cibo ho preso,
Ti vo' manifestare el mio concetto:
El cor da gran dolore ho drento offeso
E non può star quieto nel mio petto;
Da me volendo, levar tanto peso
Tn lo dirò, per trarti di sospetto;
Se far mia volontà sarai contenta,
Mi leverai il dolor che mi tormenta.

Risponde Barbara:

Padre mio dolce, io mi vo' sottoporre
A ogni voler vostro e buon consiglio.

Dioscoro risponde:

A veder tua bellezza ciascun corre ,
Di che P onor tuo porta gran periglio:
Però vo' stia rinchiusa in una torre
Per mantenere il tuo candido giglio:
Non ti turbar, chè questo è per tuo bene,
Chè l' ascoso tesor me' si mantiene.

Risponde Barbara:

Sia fatto, padre mio, vostro volere
Qual vedo esser fondato con ragione;
Far vostra volontà mi fia piacere
E volentieri eleggo tal prigione.
Sendo io desiderosa di sapere,
Do' libri seguirò la lezione:

Fuggendo l'ozio, acquisterò scìenzia,
Di che ne prenderò grande eccellenzia.
Dioscoro dice:

Da poi che intendi la lingua latina
Per te potrai diversi libri leggere:
Seguirai de' poeti la dottrina
Da' quali imparerai tua vita reggere,
E quando al maritar sarai vicina
Intendo tal severità correggere,
E fuora io ti trarrò con refrigerio.

Risponde Barbara:

Parata sono ad ogni vostro imperio.

Dioscoro dice allo eunuco vecchio, maestro di casa:
Di casa mia governator prudente,
Edifica una torre salda e forte,
Dove Barbara stia secretamente
E sien serrate sempre le sue porte,
Acciò nessun gli parli per niente,
Chè io ne dare' all' uno e l' altro morte:
Due fenestre e non più tu vi farai,
E a tua posta sol gli parlerai.

E sia questo abitacol ampio e magno
Col giardino a produr frutti suavi:
Drento fa' che vi sia construtto un bagno
Dove el suo gentil corpo spesso lavi:
A sue ancille darai buon guadagno,
E di tal loco tu sol tien le chiavi;
E perchè l'è del mio avere erede,
Daràgli tutto quel ch' ella ti chiede.

Risponde il Maestro di casa:

Quanto alla casa vostra io sia affetto
Ve lo dimostra lunga esperienzia;
Quel comandate metterò in effetto,
E userocci somma diligenzia;
E s'io facessi in questo alcun difetto,
Parato sono ad ogni penitenzia:
Ma e' non bisognerà, chè senza errore
Farò quel che comanda el mio signore.

Partesi el maestro di casa, e va a fare edificare; e in questo
mezzo viene Uno Amico, e dice a Dioscoro:
Dioscoro diletto e caro amico,
Tu sai ch'io t' ho portato sempre amore:

Questa nostra amicizia è per antico,
E per tanto è più stabile e maggiore;
Se tu attenderai a quel ch' io dico,
Te ne resulterà gloria e onore.

Risponde Dioscoro:

Ben sia venuto, amico mio verace,
Parla , ragiona, e di'quel che ti piace.

Dice lo Amico:

Molti nella città di Nicomedia
Vorrebbon la tua figlia aver per donna;
L' amor di sua bellezza quelli assedia
E falli servi, e quella lor madonna:
Se tua prudenzia a questo non rimedia
E forte non istai come colonna,
Senza dubio ne porti un gran periglio:
Per tanto ascolta, e prendi el mio consiglio.

Al figlio del prefetto la marita,
E da ogni altro resterà esclusa;
E cosi mentre si mantiene in vita
Da nessun potrà esser mai confusa;
Sua nobiltà e potenzia t'invita
Far quel ch' i' dico, e non prendere scusa;
Se tu nol fai, attendi ch' io non mento:
Resterai con lei sempre mal contento.
Risponde Dioscoro:

El tuo consiglio, amico, assai mi piace ,
Ma io n' ho preso un altro ch' è migliore:
Un negromante, se non è mendace,
M'ha predetto un futur suo grande errore:
Contra li Dei, che la fia molto audace;
Però ne vivo sempre in gran timore.
Da tale error volendo quella estorre,
Vo' che la stia rinchiusa in una torre. -
Risponde lo Amico:

Tu hai ragione, e '1 tuo partito è buono,
Miglior del mio, inverso tua figliuola;
Se vero è tal secreto, certo io sono
Che bene è quella stia rinchiusa e sola.
In tutto il mio consiglio ora abbandono,
E di quel non si facci più parola.
Chi vede e intende 11 parer d'altri eccedere,
Col suo non debbe più oltre procedere.

El Maestro di casa porge una lettera a Dioscoro e dice:
Da Roma adesso è giunto un cavallaro

E dallo imperio lettere vi porta.
Dioscoro la legge e poi dice:

Per me Cesare manda, il che m' è caro;

El caso è grande e fortemente importa.

A non volere andar non c'è riparo,

Chè me ne stringe, e a l'ir mi conforta. Risponde il Maestro di casa:

La torre è mezza, ora in vostra partita,

Et al vostro tornar sarà fornita. Dioscoro dice alla figliuola:

Figliuola, io debbo andar infino a Roma,

Avendo per me Cesare mandato;

Ascosa tien tua faccia e bella chioma

Dr'ento alla torre, infln ch' io sia tornato. Barbara risponde:

Non mi par grave pondo tanta soma;

Chè lo star sola sempre mi fu grato:

Degnatevi tornar, padre mio, presto. Risponde Dioscoro:

Io lo farò; mantien tuo corpo onesto. Fanno V abbracciata, e Barbara entra nella torre, e Dioscoro dice al maestro di casa:

Allo edifizio da' perfezione,

E la figliuola mia ti raccomando. Porge gli immagine delti Dei e dice:

Perchè la cresca ancora in devozione

Le immagin de' mia Dei a quella mando;

Fa' che non esca di commissione,

E servirai in tutto el mio comando. El Maestro di casa:

Per altri tempi voi m' avete esperto:

Così farò.

Dioscoro: Io ne son chiaro e certo.

Partesi Dioscoro, et il Maestro di casa porta gV idoli a Barbara nella torre e dice:

Queste ti manda el caro genitore
Immagin figurate delli Dei,
Acciò che renda»lor culto e onore,
Come tenuta e obbligata sei.

Risponde Barbara:

A me parrebbe fussi un grande errore
Se io porgessi a quelli e'prieghi miei,
Chè furono uomin come gli altri nati,
Adulteri, rattori e scellerati.

In Dio regna bontà senza alcun vizio,
Secondo el testimonio di Platone;
Per tanto prender posso certo indizio
Che questa è una umana finzione.
Io spero un solo Dio aver propizio,
Come il predetto autor dichiara e pone;
Delli altri Dei, son tutte ciurmerie
Piene di falsi errori e di bugie.

Risponde il Maestro di casa:

Tu parli con ragione e con prudenzia,
E stimo dica il vero, al parer mio.
In Alessandria un uom di gran scìenzia,
Come si dice, afferma un solo Dio.
E parla e scrive con grande eloquenzia,
E è tutto clemente giusto e pio;
La dottrina platonica mantiene,
E è per nome suo detto Origene.

Risponde Barbara:

Tu m' hai per certo dato grata nuova;
Scriver intendo a quello in buona forma.
Se parli il vero, ne vo'far la pruova,
Acciò mi dia qualche regola e norma,
Da ogni error la mia mente rimuova,
E da qui innanzi in quelli più non dorma.

Risponde il Maestro di casa:

Scrivi, ch'i'manderò ora uno a posta,
Qual presto tornerà con la risposta.

Mentre che la scrive, el Maestro di casa dice ad uno suo fante:
Andrai volando per la via diritta
In Alessandria, e non tór compagnia,
E come fia la lettera descritta
Prendi con quella subito la via:
Al dottore Origene l'è diritta,
E fa' che presto tua tornata sia.
Pe' tuo bisogni in cammin necessari,
Tien, porta questa borsa di denari.

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