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E credi il terzo di resucitato ,
E credi fermo che sol può salvarti?
Credi che sia col padre in ciel montato,
E credi il suo tornare a giudicarti?
Credi e confessa che gli è sol Signore,
Et io lo pregherrò pel tuo dolore.

Teofilo disteso in terra piangendo dice:

Credo e confesso te, madre di Dio
Perfetto unito e vero in tre persone:
E piango quanto posso il fallir mio ,
E chiamo Cristo in mia difensione,
E cosi priego te, con buon desio,
Presenti al tuo figliuol la mia intenzione.

La Vergine Maria dice a Teofilo:

Poi che pentito cerchi andar tra' buoni,
l ' voglio ire a pregar che ti perdoni.

La Vergine Maria sparisce, e Lucifero dice a Malatacca:
Su, Malatacca , e' ti conviene andare

A Teofil vicario che è voltato.

Prometti ciò che vuol, ch' i' gliel vo' dare,

Chè si ravvede e già piange il peccato.

Cristo è pietoso e vogli perdonare:

Va' via, di' ch' i' gli ho a dare un principato. Malatacca dice a Lucifero:

Lassa far me, ch' io terrò modo e via

Che tornerà nella tua signoria.

Malatacca va a Teofilo e dice:

Teofil, Belzebù a te mi manda
E dice ch' io ti venga ad ubbidire:
Mancati nulla? or su, presto, comanda,
Ch' io son forzato il tuo detto seguire.
Tu sai che ciò che a lui si domanda
Egli è desideroso di servire,
Massimamente te che t'ama assai,
E nel suo regno un principe sarai.

Teofilo risponde al diavolo:

Va' torna a Belzebù che t'ha mandato
E di' ch' io non son più suo servidore,
E ch'i'ho pianto e piango il mio peccato,

E di ciò ch' io gli feci ho gran dolore.

El Diavolo cioè Malatacca, dice a Teofilo:

Omè, che mi di'tu? se'tu impazzato?
Motteggi tu, o sei del senno fore?
Fuggir non puoi, tu t' avviluppi invano
Chè sai che gli ha la scritta di tua mano.

Teofilo risponde:

Cristo Jesù qual io rinnegai a torto
Mi camperà d' ogni vostro dolore.

El Diavolo a Teofilo dice:

Or su non pianger più, datti conforto,
Ch' io ti farò nel mondo un gran signore.

Teofilo caccia el diavolo e dice:

O perfido demon per sempre morto, [>aw—h

Partiti, e rendi el loco al Salvatore; 5 j

Torna all' inferno a stare in pene e guai. 4"*^ "i

El Diavolo si parte dicendo:

Io me n' andrò, ma tu non camperai.

Malatacca torna e dice a Lucifero:

O magno Satanasso, io son tornato

Che andai il vicar Teofilo a tentare;

Gli ha fermo il pens'ier crudo ostinato,

E crede in Dio che gli abbi a perdonare.

Io l' ho in più modi e in varie vie tentato

E non l'ho mai potuto rivoltare,

E nella fin col segno della croce

Mi cacciò via: che sai quanto mi cuoce. Lucifero risponde a Malatacca:

Va'dunque presto a Manovello ebreo

E di' che vada lui presto a voltarlo;

Quanto che no, un giunto tanto reo

Lui che 'l menò glielo farò scontarlo. Malatacca dice:

Egli e' par esser proprio un semideo;
Ecco ch' io vo d' ogni cosa avisarlo.
Lucifero dice a Malatacca:

Di' che se non ripara a tal partito
Che mi terrò da lui giunto e tradito.

Malatacca va allo ebreo e dice:

Manovel, Belzebù a te mi manda

Che Teoftl vicar s' è rivoltato;
Però t'impone espresso e ti comanda
Che lo facci tornar nel primo stato;
Quanto che no, perchè l' è tua vivanda,
La pena porterai del suo peccato.
Lo Ebreo risponde al diavolo:

Vatti con Dio e nulla non temere,
Ch' io vo' a fargli fare il mio volere.

El diavolo si torna al luogo suo, e lo Ebreo va a Teofilo e dice: Tu sia, Teofil mio, il ben trovato;

Che fai tu qui si solo in tal dolore?
Io sono a te da Lucifer mandato
A dir che ti vuol fare un gran signore.

Teofilo risponde:

Vatti con Dio, giudeo, tu sei ispacciato ,
E si piango qui il mio commisso errore,
E ho in Maria e Cristo tanta fede
Che, dimandando, io troverrò merzede.

io Ebreo dice a Teofilo:

Come credi tu mai aver perdono
Che hai Cristo e la madre rinnegato,
E del corpo e dell' alma fatto dono,
E sètti a Belzebù per servo dato?
E io di questo testimpn ne sono
Che viddi lo strumento suggellato?
Però cerca d'avere un tratto bene,
Non sempre male, e doppo morte, pene.

Risponde Teofilo allo ebreo:

Se mille volte un peccatore errassi
E poi si penta al fin, vuole il Signore,
Cosi disse a san Pier, che l'accettassi,
Pur che del suo fallire abbi dolore.

Lo Ebreo dice:

O Teofilo mio, tu perdi e' passi
Perchè tu sei del diavol servidore.

Teofilo risponde:

E io mi perda; io ho fermo il desio
Di ravedermi e di temere Dio.

Lo Ebreo dice a Teofilo:

Io ti vo' qui, Teofil, consigliare:
Se il peccator s' accetta sempre mai,
Tu puoi del mondo ogni piacer pigliare,
E poi alfin sempre a tempo sarai.

Teofilo risponde allo ebreo:

Non lo vo' far, non me ne ragionare;

Di quel che ho fatto io me ne pento assai.

Se non ti parti, arai qui mortal pene.

Lo Ebreo si parte e dice:

Tuo danno: io tel dicevo per tuo bene.

La Vergine Maria torna a Teofilo e dice:

O tu che a penitenzia sei tornato
E tanto hai combattuto per la fede,
Tu hai nella battaglia meritato
Che Dio del tuo peccato abbia merzede.
El mio figliuol t'ha liber perdonato,
È àtti fatto al fin del cielo erede:
La penitenzia tua sia di star forte,
Unito, saldo e fermo insino a morte.

Teofilo dice alla vergine Maria:

Ringraziato sia tu, Signore umano,
Che mi perdoni gl' infernal tormenti.
O madre santa, el e' è un caso strano:
Che quando détti al diavol mie contenti
Io gliene feci carta di mia mano:
Temo al giudicio e' non me la presenti.
Fammela render, madre, come l'ebbe,
Perchè al giudicio e' me la mostrerebbe.

La Vergine Maria dice alV angelo:

Giù nell' inferno a Satanasso andrai
Che l'anime dannate impera e regna,
E da mia parte gli comanderai
Che senza indugio alcun a me qui vegna;
Tolghi la scritta, per sua pene e guai,
Che Teofilo fé: che non la tegna.
L' Angelo alla vergine Maria dice:

O regina del ciel, madre pietosa,

Or vò per lui, e dirogli ogni cosa. N.'

L' Angelo va a Lucifero e dice:

O tu che reggi l' anime perdute,
Alla madre di Dio presto verrai:
Per dimostrar tua ragione e virtude,
La scritta di Teofil porterai,

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Ch' ella gli vuole al tutto dar salute,
E là con lei tu la disputerai.

El Diavolo dice alV angelo:

Or oltre andiam, bench' io conosca scorto
Ch' ella gli ha a perdonare, e fammi torto.

L' angelo e 'l diavolo vengono alla vergine Maria, e V Angelo dice: O madre del Signore, ecco il ribello

Del tuo figliuol, e la scritta ha portata.

La Vergine Maria dice al diavolo:

O tu che reggi lo infernal drappello,
Dammi la carta che costui t'ha data.

El Diavolo risponde:

Fa' un po' pian, ch' all' infernal flagello
Debbe venir sua alma scellerata ,
Chè, senza ch'i' 'l chiamassi, venne a mene
E fecesi mio servo, e negò tene.

La Vergine dice al diavolo:

Tu sai pur chiaro, misero dolente,
Che Dio con la sua bocca ha già parlato:
Che qualunque ora il peccator si pente
Gli è rimesso ogni ingiuria e perdonato;
E Teofilo ha pianto amaramente
Il gran fallire e il suo crudel peccato;
Però dammi la carta ch' e' ti dette,
Chè 'l mio figliuol in ciel fra' buoni il mette.

El Diavolo risponde alla vergine Maria e dice.:

V ho costui d'un gran piacer servito
Che mi richiese: i' non ne lo pregai.
Di che son io da lui restituito
Della fatica che per lui durai?
Non mi far torto: i' ho preso partito
Tener la carta e non la render mai,
Che gli è mio uom, secondo che mi disse
Con la sua bocca, e di sua man la scrisse.

La Vergine Maria dice al diavolo:

Tu hai costui con trappole ingannato;
Da' qua la carta, tu non la terrai.

El Diavolo risponde:

El mi s' è in corpo et in anima dato,
Tu sarai tu che invano la vorrai.

La Vergine Maria al diavolo dice:

Io ti comando per Jesù beato

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