Images de page
PDF

Perchè è scoperto il tuo sotti! difetto.
Vanne in malora, non mi dare impaccio:
Vedi ch'i'ho spezato ogni tuo laccio.

Lo spirito delV accidia si parte e riscontrasi con lo spirito della gola, e lo Spirito Della Gola dice a quello delV accidia:

D'onde ne vieni, o caro mio compagno,
Che par così turbato e pien di doglia?
Risponde lo Spirito Dell' Accidia:

Non ti maravigliar se io mi lagno,
Che ho fatto cosa che d'onor mi spoglia.
Credendomi io fare un gran guadagno
Andai ad assalir di buona voglia
Anton romito, e quando mi stimai
Averlo vinto, mi cacciò con guai.
Risponde lo Spirito Della Gola:

l'ho deliberato di far pruova
Se questo Anton potrà vincer ogniuno.
E se la mia malizia niente giova'
A far che lasci il suo stretto digiuno.
Risponde lo Spirito Dell' Accidia:

'Se tu lo inganni con qualche arte nuova,
Dirò che sia più saggio che nessuno.
Pur non dimen non credo che ti vaglia
Cosa che facci, quanto un fll di paglia.

Va lo Spirito Della Gola, e truova Antonio e dice a modo di romito:

Figliuol mio caro, il ben trovato sia:

Or dimmi un po' come ti pare stare?

Per venirti a parlar mi messi in via

E con amor ti vengo a visitare. Risponde Antonio allo spirito:

Or sia laudato il figliuol di Maria

Che non vuol i suo servi abandonare;

Sedete meco, come vostro figlio,

Piacciavi darmi qualche buon consiglio.

! Le antiche ediz. E se la giustizia mia ec. Ma ne il verso ne il senso tornano bene: e abbiam eercato di rimediare arbitrariamente. L'ediz. di Siena: E vo' veder con mie arti se giova.

Risponde lo Spirito Della Gola ad Antonio:

Sappi che la virtù della prudenza
Ogni altra virtù passi, tien per fermo;
E que' che han fatto dal mondo partenza
Bisogna averla, e più chi sta nell' ermo.
Molte volte el far troppa penitenza
Fa l ' anima tediare e 'l corpo infermo,
Che po' ne segue la desperazione:
Però bisogna la discrezione.

Tu mi par diventato tanto magro
Che tu ha la buccia secca sopra l' ossa:'
Erbe crude e ber acqua è un cibo agro:
Sanza pan, penso durar non si possa.
E non può aver di là el regno sagro
Chi cerca innanzi al tempo ire alla fossa;
Tè questo pan che per amor ti reco,
E vo' che in carità ne mangi meco.

Risponde Antonio allo spirito:

V mi credetti come buon romito
Mi venissi del bene a confortare;
Or veggo certo tu mi se' apparito
Come dimon per volermi tentare;
Non ha' tu Idio nel suo Vangel sentito
Che solo pan non può l' uom nutricare,
Ma la parola di Dio benedetto?
Però ti parti, spirto maladetto.

Antonio domanda licenzia d'andare al diserto e dice:
O reverendo padre i' vo pensando
Che noia assai mi da la moltitudine,
E per tanto licenzia t' adimando
Di poter ire e stare in solitudine,
E quanto posso a te mi raccomando
Che per me prieghi con solecitudine
El buon Iesù, che sempre sia mia guida,
Acciò che mai da lui non mi divida.

Risponde il Romito ad Antonio e dice:

Carissimo figliuolo, i' ti confesso
Che chi sta solo con la mente pura

1 La buccia, cioè la pelle. Dante: Non credo che cos'i a buccia strema Eri si fon fosse fatto secco Per digiunar

All' angelico sfato è molto presso ,
Perchè gli è sciolto da ogni altra cura:
Ma rare volte a' monaci è concesso
Perchè quest' altra via è più sicura:
Pur non dimeno a te questo non niego,
Ma che stia sempre con timor ti priego.

Antonio va al diserto auta la licenzia, e a lui vengono dua pagani, e Uno Interprete dice ad Antonio:

O reverendo padre e buon pastore,
Questi duo savi sono a te venuti,
Correndo drieto al tuo soave odore,
Perchè di tua dottrina sien pasciuti:
Onde hanno dimostrato grande amore
E certo son molto ferventi suti,
Di che veduto abbiam un magno saggio
Avendo fatto sì lungo viaggio.

Però che son venuti d' Etiopia
Con gran disagio e con molto periglio,
Avendo della vostra lingua inopia:
Ma son dotati di magno consiglio,
E hanno di scienzia molta copia;
Ond' io ti priego, come caro figlio ,
Che debbi aver di lor compassione,
Veduta la lor buona intenzione.
Antonio risponde allo interprete e dice:

Rispondi per mia parte a questi savi
Che certamente io ho gran maraviglia
Che avendo loro nelle man le chiavi
Della filosofia che assottiglia
L'umano ingegno, e fa gli uomini savi,
Che sien venuti più di cento miglia
Con tal disagio, com' io ho raccolto
Da te, sol per vedere un uomo stolto.
E' pagani dicono allo interprete dua stanze in greco , e lo In-
Terprete dice ad Antonio:

Padre, costor mi dicon ch' i' risponda
Che si son mossi dalle lorcontrade
Sappiendo certo che tu ha' profonda
Intelligenza, nella qual non cade
Error non che stoltizia, anzi si monda
Che li dimora tutta la biltade;
Vol. II. a

Favella, dunche, e fa' lor questa grazia,
E fla l'anima lor contenta e sazia.
Risponde Antonio allo interprete: -

Non venendo costoro in gran palazzo
Ma in questo stretto e piccol romitorio,
Me riputando poco savio o pazzo,
Maggior pazzia sare' stata la loro,
E certo sare' stato stran sollazzo:
Ma credendo che in me sia tal tesoro
Di sapienzia , come tu m' ha' detto,
Seguir dovrieno il mio stato perfetto.

Che s'i' fussi ito a lor si lunga via
Con tanta noia e sì grieve periglio,
j E' mi parrebbe far gran villania

Quand' io non seguitassi il lor consiglio.
E similmente alla dottrina mia
Dovrien sanza dubio dar di piglio,
E con amor ricevere il battesimo,
Rinunziando il falso paganesimo.
Risponde lo Interpbete , ma prima parla in greco con co-
loro, dipoi dice ad Antonio:

E' dicon, padre, che essendo allevati
Nella lor fede insin da puerizia,
Non credon a gniun modo esser dannati,
Vivendo sempre al mondo con giustizia.
Si che non voglion esser battezzati,
Ma voglion mantener teco amicizia
Pel tuo dolce parlare et efficace ;Voglion partirsi, onde rimani in pace.^-^'

Pfl£Ì0Me»; dipoi viene lo Spirito Dell' Avarizia, e pone uno
piattello d' ariento dove ha a passare Antonio, e dice:
Po' che i compagni mia non hanno offeso
L'anima tua con tutte le lor arti,
E se per tua virtù ti se' difeso,
A questo, spero, converrà piegarti,
Perchè ogni savio a tal lacciuol è preso,
E questo fia buon mezo a separarti
Dalla tua via, che e' è tanto in dispetto.
Or m' avedrò se se' cosi perfetto.
Antonio va pel diserto, e trova il bacino e dice cosi:
O cacciato dal cielo, i' ti conosco!

Questi son de' tuo inganni e tuo lacciuoli!
Tu mi vorresti far uscir del bosco,
Chè ha' per mal che gli uomini stien soli.
El tuo cibo par dolce, et è pur tosco,
E' tuo diletti son poi pene e duoli.
Questo non è caduto a uom mortale,
Ma è caduto dal regno infernale.

Lo Spirito veggendo che non lo toglie, vi mette uno monte d'oro,
e dice cosi: Se tu non hai a questo acconsentito
Forse è rimasto perchè ti par poco,
Ma metterotti innanzi un tal partito
Che certamente tu muterai gioco;
E se di ciò io rimarrò schernito,
Mai più vo' ritornare in questo loco,
Perchè dell' oro suol vincere il suono
Ogniuno, e sia qual vuol, cattivo o buono.

Antonio va pel diserto e truova il monte delV oro, e dice:
O mala bestia, ancor non se' tu lasso..
Di farmi insidie, pur al modo usato?
Già è gran tempo non son ito un passo
Che tu non m' abbi sempre codiato:
Ma oggimai tu puoi andare a spasso,
Da poi che ti se' invano affaticato;
Ben se' da poco, e pàrti essere astuto:
Credendo guadagnar, tu hai perduto.

Dua malandrini si riscontrano insieme, e V uno si chiama
Scaramuccia e V altro Tagliagambe, e Scaramuccia dice:
O Tagliagambe, che va' tu facendo,
E d'onde vieni? ha' tu buone novelle?
Risponde Tagliagambe e dice:

I'ti vo' dire il vero, io non t'intendo,
Ma ben so ch' i' non l' ho né buon nè belle;
E son condotto in modo ch' i' m' arrendo ,
E per danar tornere' dalle stelle,
Né darmi pace in nessun modo posso,
Perchè non m' è rimasto in borsa un grosso.
Risponde lo Scaramuccia e dice:

Or ti dich' io, no' siam ben apaiati,
E possiam dire: el me'ricolga il peggio,'

1 Vedi voi. I, pag. 224.

« PrécédentContinuer »