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Solo a quel sommo ben drizzar le menti,
E levar via dal cuor la grave salma.
E nessun sia ch' af demon rio consenti,
Chi brama al buon Iesù locar sua alma.
Quello è bene che mai nessuno stanca:
Ogni altra cosa in brieve tempo manca.

Vegga ciascuno il tempo quanto varia:
La vita nostra è fragile e mortale;
Questo oggi ha fatto che Grisante e Daria
Ha combattuto e vinto il mondo frale;
La cui speranza forte ci è contraria,
Né su nel ciel con quella al fin si sale.'
Però lo esemplo loro oggi e' invita
Cercar d' aver quella gloria infinita.

1 Così stanno questi versi nelle stampe originali : e il senso alla meglio si raccapezca, ma l'angelo veramente potrebbe spiegarsi meglio.

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Riproduciamo la più antica edizione che trovasi in Palatina, e che è così descritta dal BATINEs, Bibliogr., p. 55. Festa di Santa Margherita. Fece stapare Maestro Francesco di Giouàni Benuenuto: sta dal canto de Bischari. In 4o di 6 c., con 6 fig. S. a. ma dei principi del Sec. XVI. – Ve ne ha pure un'altra edizione Stampata ad istanza di M. Francesco di Giovanni Benvenuto nel 1546, e di cui si trova un esempl. nella Corsiniana. Le altre edizioni, col titolo di Rappresentazione e Festa, sono le segg.: – (Firenze) MDLIIII del mese di gennaio. In 4o di 6 c. con 11 fig, – In Fiorenza l'anno MDLVII, del mese di marzo. – In 4o di 6 c. con 11 fig. – In Fiorenza l'anno MDLXX. In 4o di 6 c. con 9 fig. In Fiorenza a stanza di Jacopo Chiti. MDLXXI. In 4°, di 8 c. con 14 fig. – S. n. (sec. XVI) In 4°, di 6 c. con 8 fig. In Siena alla loggia del Papa. S. A. In 4o di 6 c. con 5 fig. - In Siena s. a. In 4°, di 6 c. con 4 fig. Si citano ancora le seguenti ediz. in 4o: Firenze 1551 (Hibbert. n° 6469), - Firenze, 1584 e Siena, 1610 (Pinelli, 2576-8); – e Venezia, Aless. de Vecchi, 1606, in 8° – Venezia, Domenico Lovisa, s, a. in 8”. La Rappresentazione è tolta dalla Legenda aurea del Varagine: vedi

Dobuet Dìct. des Legend. p. 824-56; e pei Misteri per tal soggetto, iti pag. 836, e Dohukt Dici, iesmyst. 501.

Una leggenda italiana in prosa 6u Santa Margherita trovasi nel voi. 3» delle Vite de'Santi, ediz. Manni : ed un'altra ue fu testò stampata in Venezia dal Prof. Ferrato.

L' Angelo annunzia:

Quel vero e magno Dio qual mai non erra
E è bontà immensa e infinita,
Mirabil si dimostra in cielo e in terra
Ne' giusti e santi quali al bene invita,
Si come per quel vinse l' aspra guerra
De' tre crudel nimici, Margherita;
La cui vittoria, esemplo a noi viventi,
Reciteremo a tutti voi presenti.

Uno Prete cristiano dice in presenzia di Santa Margherita:
Chi vuol salute eterna possedere
Convien che in sé ritenga fede viva,
Però che non può l' uomo a Dio piacere
Se di tal fede la sua mente è priva;
Con ragion vera ancor si può vedere
Come da quella ogni bontà deriva:
Questo è quel fermo e stabil fondamento
Qual non teme acqua o impeto di vento.

Di molte varie sètte ho letto e visto
Le loro opinion vane e fallace,
E certo vedo la fede di Cristo
Sola fra tutte l' altre esser verace;
Per quella alfin si fa del cielo acquisto,
Ove riceve l'uomo eterna pace:
A questa santa fede ognuno invito,
Come a regale e splendido convito.

Dice Santa Margherita:

Benchè io sia constituta in età tenera,
Il mal dal ben discerno vedo e intendo;
Già nel mio cor pel tuo parlar si genera

Tal fede, quale io vera esser comprendo. La mente mia sol Cristo onora e venera, E come vinta, al suo imperio m'arrendo: Quel debbo or far vorrei che m'insegnassi, Acciò per ignoranzia non errassi. El Prete risponde:

Dimmi el nome e l'origin di tua vita, E poi t'insegnerò tuo ben felice. Risponde Santa Margherita:

Son detta e nominata Margherita,
Di nobil padre e degna genitrice;
Da me quella per morte s'è partita
E resto in cura della mia nutrice;
Mio padre Teodosio è ancor vivente
In Antiochia, e è ricco e potente.
El Prete dice:

Acciò sia Margherita preziosa
Prima convien che riceva il battesimo;
Di Cristo sarai casta e vera sposa ,
Renunziando in tutto al paganesimo;
Vita cristiana non ti sia gravosa,
Si come io vedo e provo in me medesimo,
Però se credi al mio buon documento,
Contenta sia pigliar tal sacramento.

Risponde Santa Margherita:

Io me ne strugo, e parmi già mille anni; Non differir, concedimi tal dono.

El Prete dice:

Acciò che non incorra eterni danni

A battezarti già parato sono.

Per fuggir del demonio e' falsi inganni

Renunzia a quello, e chiedi a Dio perdono

E credi in Iesù Cristo di buon core,

Quale è delle nostre alme redentore.

Risponde Santa Margherita:

Renunzio interamente a Satanasso,
E al mio Dio perdon domando e chiedo:
A quel per umiltà mio core abbasso,
E veramente in Cristo spero e credo:
Quel sia mio sposo, mio diletto e spasso,
Perchè gli è mia salute , come vedo:
Mosso mi sento il core ad amar quello,

Poi che gli è il puro immaculato agnello.

El Prete la battezza e dice:

Con l' acqua io ti battezo, lavo e mondo
Da ogni colpa, e macula e difetto;
Libera sei dallo infernal profondo,
E puoi condurti a stato alto e perfetto.

Risponde Santa Margherita:

Drento mi sento il cor lieto e giocondo
Per la presenzia di Iesù diletto,
Che per me sparse il prezioso sangue,
Del qual mio cor d' amor ferito langue.

El Prete dice:

Nel bene incetto sia perseverante,
E contro a tre nimici starai forte:
Cioè, demonio, carne e mondo errante,
Quai ti minaccion cruda e aspra morte.
In ogni aversità sarai costante;
Se vuoi condurti alla celeste corte,
Oserva quel ch' io dico, e resta in pace.

Risponde Santa Margherita:

Tutto farò quel che al mio Jesù piace.

El prete si parte, e Santa Margherita truova la nutrice e dicegli:

Cara nutrice, ascolta buone nuove:
Già fatta son cristiana e battezata;
Non seguo più Nettuno, Marte e Giove:
Da me ogni lor setta è rinegata.
Sol Cristo adoro, quale il cor mi muove,
E sono a quello sposa dedicata:
Tanta forteza drento al cor mi sento,
Ch' i' non temo del mondo alcun tormento.

La Nutrice risponde a Santa Margherita, e dice:
Come hai avuto, figlia, tanto ardire
A farti battezar, senza timore
Del padre tuo, che ti farà perire,
E moverà contra me il suo furore?
Dinanzi a quel non potrò comparire;
Solo al pensar tutto mi triema il core;
Di mia fatica perderò il salario,
E sarà mio nimico e aversario.

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