Favole e novelle

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da'torchi di R.di Napoli, 1830
 

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Página 95 - L' uom che si vive colle mani al fianco, Non stava punto in ozio il buon romito, E di lavorar mai non era stanco, Ed andava ogni giorno santamente Intorno intorno esercitando il dente. In pochi giorni egli distese il pelo, E grasso diventò quanto un guardiano. Ah son felici i giusti! e amico il cielo Dispensa i suoi favori a larga mano Sopra tutto quel popolo devoto, Che d' esser suo fedele ha fatto voto. Nacque intanto fra' topi in quella etade Una fiera e terribil carestia.
Página 96 - Ed andava ogni giorno santamente Intorno intorno esercitando il dente. In pochi giorni egli distese il pelo, E grasso diventò quanto un guardiano. Ah son felici i giusti! e amico il cielo Dispensa i suoi favori a larga mano Sopra tutto quel popolo devoto, Che d' esser suo fedele ha fatto voto. Nacque intanto fra' topi in quella etade Una fiera e terribil carestia. Chiuse eran tutte ne...
Página 105 - L' aer tepido e sereno, Della terra il lieto aspetto, Già destava a tutti in seno Nuovo brio, nuovo diletto. Sopra l' erbe ei fior novelli Saltellavano gli armenti, Ed il bosco degli augelli Hi suonava ai bei concenti.
Página 108 - In somma o tra l' ombrifere Piante, o tra l' erbe ei fiori, Non v' è chi al nostro merito Non ceda i primi onori." I detti lusinghevoli Con gioja altera intese II fior stellato , e candido , E poi così riprese. ,,Vedi là queil' altissima Deforme Querce annosa?
Página 49 - ... Deliberò di divenir mercante, E tutto il suo contante In vetri egli impiegò; questi in un' ampia Paniera tutti pose, E in vendita gli espose; Davanti a lor s' assise, e mentre intanto Compratori attendea, Questi bei sogni entro di se volgea. Io questi vetri il doppio venderò Di quel che mi costaro. Onde il denaro mio raddoppierò: E nella stessa guisa, E comprando e vendendo, Potrò per breve strada, e non fallace, Crescere il capitai quanto mi piace. Ricco allor divenuto Lascerò di vetrajo...
Página 96 - Alle mortali o buone o ree venture 10 più non penso, ed ho dal cor bandito Tutti gli affetti e le mondane cure; Nel mio ritiro sol vivo giocondo. Onde non mi parlate più del mondo. Povero e nudo, cosa mai può fare Un solitario chiuso in queste mura, Se non in favor vostro il ciel pregare, Ch'abbia pietà della comun sventura? Sperate in lui, ch'ei sol salvar vi può; Ciò detto l'uscio in faccia a lor serrù.
Página 31 - Io da mortale origine non sono già discesa; la luce che circondami, fu su nel cielo accesa. Vedete là quei lucidi punti che chiaman stelle? Sol perché mi somigliano, risplendon così belle.
Página 107 - Entro dell' onde chiare , Insiem de' proprj meriti Presero a ragionare. ,,I fior diletti a zeffiro Noi siam, dicea la Rosa, Noi sceglie sol per tessere Ghirlande alla sua sposa. Alcun non v' è che uguaglici Alcun non ci somiglia Fra tutta la più nobile De

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