Raccolta di tutti i più rinomati scrittori dell' istoria generale del regno di Napoli: principiando dal tempo che queste provincie hanno preso forma di regno ...

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Nella stamperia di G. Gravier, 1770
 

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Página 333 - Dio in lingua spagnuola, vi trovò questa sentenzia: che'l re non littefato, era un asino coronato. La quale autorità tanto gli entrò nel cuore, che deliberò dare opera alle lettere, ancor che più oltra fusse che fanciullo. E maravigliosa cosa è a pensare, come in tante agitazioni e perturbazioni di guerre, e varietà di fortuna, qual ebbe; e tra tanti negozi, • quanti alii gran Signori occorrono; mai non intermise il leggere, mai 1' udire deputazione, mai il confabulare delle lettere, mai...
Página 146 - Andò poi Carlo a Napoli, ove regalmente ricevuto in Capuana, trovò tutto il tesoro di Manfredi in oro e fattoselo mettere innanzi sopra tappeti, ove era sola la regina e messer Beltramo dal Balzo, fece venire le bilance dicendo a messer Beltramo che lo partisse.
Página 141 - Monforte marescalco del campo 20, il secondo di mille e novecento uomini d'arme, di suoi baroni e cavalieri e di provenzali de la regina e di romani e campagnini; e questo era partito in due parti, una ne guidava il re Carlo proprio ", ove portò in quel dì l'insegna regale messer Guglielmo Stendardo " uomo di gran valore, l'altra parte governava il conte Guido di Monforte ; il terzo squadrone era di mille e ducente uomini d'arme, di francesi, borgognoni, fiammenghi e piccardi, capo di esso Roberto...
Página 115 - ... comandò per tutto che quella moneta di corame a quel prezzo da tutti i venditori e compratori in quella guerra si spendesse : promettendo per pubblico Edillo che , finita la guerra , qualunque si trovasse avere di quelle monete ed alla Camera Fiscale le portasse , le faria scambiare e restituire per ciascheduno di esse un augustale d
Página 111 - Italia era un carro molto grande, menato da molte para di bovi, concio2 a gradi intorno in forma di tribunale e di pulpito, molto ben lavorato e coperto e carico di ornamenti, sopra il quale si portavano...
Página 142 - Cosenza, legato apostolico, assolvette di colpa e di pena tutti li combattenti per Carlo, come cavalieri di Santa Chiesa e diede la benedizione al campo. Dipoi si cominciò il fatto d'arme da li primi due squadroni, tedeschi e francesi. Il primo assaltatore fu il conte Giordano, e l'assalto de...
Página 141 - ... li avria vinti a man salva, perché non avevano di che vivere né per loro né per li cavalli, e le genti di Manfredi, che erano sparse in diversi lochi del regno, si sariano messe insieme con lui. Ma essendo venuta l'ora sua fatale, poco valevano li consigli ; il perché passato il Calore per il ponte uscì nel piano di Santa Maria de la Grandella, in un loco chiamato la Pietra di Rossetto, dove fermato fece del...
Página 333 - ... gran parte della vita passava. Fu amicissimo allo studio delle lettere: e dicea che leggendo una volta un proemio fatto da un che avea tradotto il libro di Augustino della Città di Dio in lingua spagnuola, vi trovò questa sentenzia: che 'l re non litterato, era un asino coronato.
Página 141 - Tarcagnota, huomo per altro degno di molta lode per la gran fatica da lui durata in quella sua notabile raccolta d'historie, imperoché in quel suo libro del sito di Napoli, ragionando di S.
Página 141 - Roma, aspettando le sue genti che venivano per terra: le quali venendo strette e con buona guardia per Lombardia, giunseno a Roma del mese di dicembre del detto anno, e con loro si erano congiunti a Parma quattrocento cittadini di parte guelfa fiorentini, sotto il governo di Guido...

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